L’uomo risale in macchina, si sdraia e aspetta la fine. Il dolore che ha nell’anima lo ha stravolto a tal punto da non capire più la differenza tra sogno e realtà. Non riesce a dare un significato a quell’ultima frase, che continua a ronzargli nelle orecchie. Si rannicchia, si prende la testa tra le mani, si dondola sul sedile. L’intero universo lo avvolge con il suo vuoto immenso, una sensazione che gli arriva fino allo stomaco.
A un tratto però tutto gli diventa chiaro. Raddrizza il sedile e toglie con delicatezza la foto dal volante. Poi, sgommando, torna sulla strada che lo riporta a valle. Ora sa cosa deve fare.
Il capitano Alfredo Miccichelli, noto a tutti come Miccia, ha un soprannome che sembra contrastare con la sua natura paziente e riflessiva, ma che in realtà nasconde sottili verità sul suo carattere. Accanto a lui c’è Ivan, collega brillante ma indisciplinato. Insieme, tra depistaggi, tensioni interne e un nemico che sembra sempre un passo avanti, dovranno mettere in gioco tutto il loro ingegno per risolvere un caso sempre più oscuro, che li porterà oltre i confini liguri, tra le Alpi Marittime cuneesi.