Spedito a partire dal 12 marzo
Ambientato in Sardegna tra Donori, Sestu e Quartu Sant’Elena, questo romanzo breve attraversa gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, tra terrorismo politico e mafioso, stragi e attentati che hanno segnato la storia recente. Due linee narrative si intrecciano: la violenza “universale” delle bombe e la violenza “domestica”, silenziosa ma altrettanto dolorosa. Il libro invita a riflettere sul dolore, sulla perdita e su ciò che significa davvero la dignità umana, un concetto al tempo stesso civile, morale e spirituale. Una storia che esplora i diritti civili, la memoria di una società e l’urgenza di una cultura che tuteli le donne e trasformi le leggi in coscienza condivisa. Un romanzo intenso, capace di evocare emozioni, interrogativi e suggestioni profonde. Con questo libro l’autore ha voluto seguire i sentieri di un dibattito attuale, quello sulla violenza di genere, che non è ancora riuscito a debellare del tutto atteggiamenti culturali di rifiuto di ciò che la società civile ha storicamente e faticosamente conquistato, dando voce a personaggi che animano un angolo di Sardegna solitamente meno illuminato dai riflettori turistici puntati sull’isola. Federico Aru è nato a Cagliari nel 1984 ed è Dottore Magistrale in Scienze filosofiche. Dal 2016 vive e lavora a Torino, dove si occupa di formazione e di progettazione educativa. Conduce, inoltre, percorsi di pratica filosofica nelle scuole, in particolare rivolti a studenti adolescenti. Dal 2024 anima Lineafilosofica, una proposta di sviluppo della pratica filosofica nella quale le competenze acquisite si coniugano alla passione per la lettura e la scrittura. Con Nerosubianco ha pubblicato il suo primo romanzo Era la stessa luna (2024).


